Lessa le patate e, caldissime, passale al passaverdura. In una ciotola, unisci tutti gli altri ingredienti e mischia ben bene. Con l’aiuto di un cucchiaio crea delle polpette poco più grandi di una noce, schiacciale e passale, premendo, nel pangrattato.

Metti sul fornello una padella con l’olio, portalo a temperatura e comincia a friggere le tue polpettine, scuotendole dal pangrattato in eccesso prima di immergerle nell’olio. Falle friggere qualche minuto, rigirale e poi mettile a scolare il grasso in eccesso sulla carta assor- bente.

Buone calde, tiepide e fredde. Buone sempre.

Genialata La polpetta è la genialata fatta ricetta. È una delle grandi invenzioni dell’umanità, uno dei primi piatti dell’uomo civilizzato. Qualcuno aveva le sue madeleines, io ho le mie polpette! Tutti, ma proprio tutti, quando mangiamo, o pensiamo alle polpette, ritorniamo bambini, riviviamo uno stato di grazia. È la magia delle polpette.

Fino a poco tempo fa hanno avuto una brutta fama: piatto casa- lingo, piatto povero di recupero. Poi qualcuno però le ha sdoganate (i grandi chef, gli intellettuali) e così siamo arrivati alle polpette che ormai fanno figura anche nei pranzi importanti, proprio come le regali polpette Pojarski, degne ormai anche di palati fini, come ponti- fica il grande Marchesi. Cosa hanno in più delle nostre comuni pol- pette? Burro, tanto burro: burro nell’impasto e burro in padella per cuocerle. Burro. Crudo o cotto Due le famiglie delle polpette: quella che usa ingre- dienti cotti (ecco la madre di tutti i ricicli); e quella che ha, come base, ingredienti crudi: carne, pesce o verdure, legati dall’uovo, aromatiz- zati a piacere e cucinati.

N.B. Il polpettone non è una polpetta grossa.